Poesia: Federico Garcia Lorca in italiano - Elegia - Santiago (Ballata Ingenua) - Links

Posted by ricardo marcenaro | Posted in | Posted on 13:07




ELEGIA

Come un turibolo pieno di desideri,
passi nella sera luminosa e chiara
con la carne buia di nardo appassito
e il sesso potente sul tuo sguardo.

Porti in bocca la tua malinconia
di purezza morta e nella dionisiaca
coppa del tuo ventre il ragno che tesse
il velo infecondo che copre i visceri
mai fioriti colle vive rose
frutto dei baci.

Nelle tue mani bianche
porti la matassa delle tue illusioni,
morte per sempre e sopra la tua anima
la passione affamata di baci infuocati
e il tuo amore di madre che sogna lontane
visioni di culle in case tranquille,
filando tra le labbra l'azzurro della ninna-nanna.

Come Cerere daresti le tue spighe d'oro
se l'amore addormentato toccasse il tuo corpo,
e come la Vergine Maria potresti
sprizzare dai tuoi seni un'altra via lattea.

Ti appassirai come la magnolia.
Nessuno bacerà le tue cosce di bracia.
Né ai tuoi capelli arriveranno le dita
che li toccheranno come le corde dell'arpa.

O donna potente d'ebano e di nardo!
hai il respiro bianco come il finocchio.
Venere con la mantiglia di Manila che odora
di vino di Malaga e di chitarra.

O cigno bruno, il tuo lago
ha loto di frecce, onde di aranci
e spume di rossi garofani che profumano
i nidi secchi che stanno sotto le ali.

Nessuno ti feconda, Martire andalusa,
i tuoi baci sono rimasti sotto la pergola
pieni del silenzio della notte
e del ritmo torbido dell'acqua stagnante.

Ma le tue occhiaie si allargano
e i tuoi capelli neri diventano d'argento:
i tuoi seni profumati si allentano
e le tue splendide spalle si incurvano.

O donna agile, materna e ardente!
Vergine dolorosa che porta inchiodate
tutte le stelle del cielo profondo
nel suo cuore senza speranza.

Sei lo specchio di un'Andalusia
che soffre passioni enormi in silenzio,
passioni cullate da ventagli
e dalle mantiglie sopra le gole
che hanno tremori di sangue, di neve,
e graffi rossi fatti da sguardi.

Te ne vai nella nebbia d'autunno, vergine
come Ines, Cecilia e la dolce Clara,
mentre sei una baccante che avrebbe danzato
coronata di verdi pampini e vite.

L'immensa tristezza che vive nei tuoi occhi
ci dice la tua vita spezzata, fallita,
la monotonia del tuo povero ambiente,
e guardi la gente dalla tua finestra,
e ascolti la pioggia sulla amarezza
della vecchia strada provinciale,
mentre lontano risuonano i rintocchi
confusi e incerti delle campane.

Ma invano ascoltasti gli accenti del vento.
Non è mai giunta ai tuoi orecchi la dolce serenata.
Dietro i vetri guardi ancora e aspetti.
Che tristezza profonda devi avere
nell'anima, sentendo nel cuore stanco ed esausto
la passione di una ragazza appena innamorata!

Il tuo corpo scenderà nella tomba intatto d'emozioni.
Sull'oscura terra spunterà l'alba.
Dai tuoi occhi usciranno due garofani sanguinanti
e dai tuoi seni rose bianche come la neve.
Ma la tua grande tristezza se ne andrà con le stelle
come un'altra stella degna di ferirle ed eclissarle


Granada, dicembre 1918



SANTIAGO
(BALLATA INGENUA)


I

Questa notte Santiago è passato
su una strada di luce nel cielo.
Ne parlano i bambini giuocando
con l'acqua di un tranquillo canale.

Dove va il pellegrino celeste
sul chiaro infinito sentiero?
Va verso l'aurora che brilla sul fondo
su un cavallo bianco come neve.

Bambini, cantate nel prato
forando il vento con le risa.
Dice un uomo che ha visto Santiago
in mezzo a duecento guerrieri,
eran tutti coperti di luce
con ghirlande di stelle verdi
e il cavallo di Santiago
era un astro di luce intensa.

Dice l'uomo che narra la storia
che nella notte calma si udirono
un fremito d'ali d'argento
che il silenzio portò via nelle onde.

Che cosa fece arrestare il fiume?
Erano angeli i cavalieri.

Bambini, cantate sul prato
forando il vento con le risa!

È la notte di luna calante.
Ascoltate! Che cosa c'è in cielo,
che i grilli rinforzano le corde
e i cani della pianura abbaiano?

Nonna, dov'è la strada,
nonna, io non la vedo?

Guarda bene e vedrai una striscia
di polvere come farina,
una macchia che sembra d'argento
o di madreperla. La vedi?
Sí, la vedo.

Nonna, Dov'è Santiago?
Lassú, cammina col suo corteo,
la testa piena di piume
e il corpo di perle molto fini,
con la luna sotto i suoi piedi
e il sole chiuso nel cuore.
Questa notte nel piano si sentono
i racconti brumosi della favola.

Bambini, cantate nel prato,
forando il vento con le risa!



II

Una vecchia che vive in miseria
nella parte piú alta del paese,
e possiede una rocca inservibile,
una vergine e due gatti neri,
mentre fa la calza
con le dita secche e tremanti,
circondata da buone comari
e da sporchi bambini vivaci,
nella pace della notte tranquilla
con le sierre perdute nel buio
racconta con lenti ritmi
la visione avuta ai suoi tempi.

Ella vide, una notte lontana
come questa, senza rumore e senza venti,
l'apostolo Santiago in persona
pellegrino sulla terra del cielo.

E, comare, com'era vestito?
le chiedono insieme due voci.

Con bordone di smeraldi e perle
e una tunica di velluto.

Quando oltrepassò la porta,
le mie colombe aprirono le ali
e il cane che dormiva
lo seguí leccando le sue orme.
Era dolce l'Apostolo divino
piú dolce della luna di gennaio.

Lasciò nel sentiero
un profumo di giglio e d'incenso.

E, comare, non le disse nulla?
le chiedono insieme due voci.

Passando mi guardò sorridente
e mi lasciò qui dentro una stella.

Dove nascondi questa stella? -
le chiese un bambino vivace.

Si è spenta - dissero altri -
come cosa d'incantamento.

No, figli miei, la stella risplende
e la porto chiusa nel cuore.

Come sono le stelle, qui?
Figlio mio, come in cielo.

Continui, continui la vecchia comare.
Dove andava il glorioso viaggiatore?

Scomparve per quelle montagne
con le mie bianche colombe e il cane.
Ma mi lasciò piena la casa
di rose e di gelsomini
e le uve verdi del pergolato
maturarono e il granaio pieno
trovai la mattina dopo.
Tutto per grazia dell'Apostolo.

Che fortuna per lei, nonna!
commentano insieme due voci.

I bambini sono addormentati
e la campagna in profondo silenzio.

Bambini, pensate a Santiago
sui confusi cammini del sogno!
Notte chiara, di fine di luglio!
In cielo è passato Santiago!

La tristezza che ha la mia anima
la lascio sulla bianca strada
per vedere se la trovano i bambini
e l'affondano nell'acqua,
per vedere se nella notte stellata
se la portano i venti, lontano.


Fuente Vaqueros. Granada. 25 luglio 1918




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