Poesie: William Shakespeare - Sonetto 1 Di esseri belli esigiamo un erede - Sonetto 2 Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte

Posted by ricardo marcenaro | Posted in | Posted on 21:40



 Sonetto 1 - I



            Di esseri belli esigiamo un erede,
            Non morirà mai l’essenza di rosa,
            Se, quando al tempo maturando cede,
            Un tenero bocciolo al suolo posa;

            Ma se tu ti rimiri luminoso,
            La tua fiamma s’illumina da sola,
            Carestia su terreno rigoglioso,
            Tu stesso tuo nemico a te si immola.

            Ora tu sei del mondo il fresco gioiello,
            Unico araldo della primavera,
            Sotterri ciò che dentro te è più bello,

            Spreco avaro di ciò che di te è fiera.
            Pietà del mondo abbi, che non soccomba
            Ciò che devi al mondo nella tua tomba.


            
            Trad.Fabio Ciaramaglia



 Sonetto 2 - II



        Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte
        e nel campo della tua bellezza scaveranno profonde trincee,
        l'orgogliosa livrea della tua gioventù, così ammirata ora,
        sarà un panno cencioso, tenuto in poco conto.

        Allora, se ti si chiedesse dove giace la tua bellezza,
        dove tutto il tesoro dei tuoi ardenti giorni,
        dire nei tuoi stessi occhi infossati
        sarebbe vergogna che divora tutto e sprecato elogio.

        Quanto maggior elogio meriterebbe l'uso della tua bellezza,
        se tu potessi rispondere 'Questo mio bel figlio
        salderà il mio conto e scuserà me vecchio',

        provando la sua bellezza, per successione, tua!
        Questo sarebbe esser rifatto nuovo quando sei vecchio,
        e veder caldo il tuo sangue quando lo senti freddo.





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